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Il termine autofagia deriva dal greco auto (sé) + phagein (mangiare): è il processo con cui le nostre cellule “fanno le pulizie”. Ma come funziona, in pratica?
La cellula riconosce le proteine vecchie e danneggiate e i mitocondri che non funzionano più, li impacchetta in una sorta di sacchetto chiamato autofagosoma e li porta nei lisosomi, che li smontano. Una vera e propria fabbrica: da quel materiale la cellula ricava energia e nuovi “mattoni”. È il nostro sistema di riciclo interno: senza autofagia le cellule si riempirebbero di scorie e invecchieremmo prima.
Quando si attiva
Il meccanismo si intensifica durante il digiuno: dopo 12-16 ore senza cibo il corpo aumenta l’autofagia. È a questo che si deve gran parte del successo del digiuno intermittente. L’autofagia è alla base della longevità cellulare, e alcuni nutrienti — come la Spermidina, la Fisetina e il Resveratrolo — sono stati associati alla capacità di stimolarla.
I benefici
I benefici per la salute sono notevoli: il riciclo cellulare rallenta l’invecchiamento dei tessuti; l’autofagia contribuisce a neutralizzare virus e batteri annidati nelle cellule; riduce l’infiammazione, abbassando il rischio di patologie croniche; ed è coinvolta nella prevenzione delle malattie neurodegenerative, aiutando a ripulire il cervello da accumuli proteici potenzialmente tossici (come le placche beta-amiloidi associate all’Alzheimer).
Contenuto a scopo divulgativo: non sostituisce il parere di un medico o di un professionista sanitario. Gli integratori alimentari non sostituiscono una dieta varia ed equilibrata e uno stile di vita sano.
Mauro Cirillo
Wellness Coach · Autore di «Dipende da noi»
Integra alimentazione, movimento e attitudine mentale — le “3 C”: chimica, fisica e psiche. La sua filosofia è alla base del metodo Probio 361°: “la nostra vita dipende per il 10% da ciò che ci accade e per il 90% da come reagiamo”.
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