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Il modo in cui ci nutriamo riveste un ruolo fondamentale per il corretto funzionamento del sistema immunitario. L’immunonutrizione — ovvero un’alimentazione antinfiammatoria — è utile nella prevenzione di molte patologie. La risposta della longevità e della salute è racchiusa nella capacità dell’organismo di risolvere internamente il danno infiammatorio: per questo l’immunonutrizione è una pratica chiave, perché permette di contare su un sistema immunitario più resiliente.
Non si tratta solo di seguire una dieta o di assumere un integratore, ma di un’orchestrazione più complessa della risposta ormonale e genetica. Il danno scatena l’infiammazione; a quel punto l’organismo avvia una risposta di risoluzione in tre passaggi:
- ridurre eicosanoidi e citochine;
- spegnere l’infiammazione aumentando il livello degli ormoni detti resolvine;
- riparare il danno attivando un fattore di trascrizione genica, la proteina chinasi AMPK.
Solo così il processo di guarigione può dirsi concluso. L’infiammazione nasce da molte cause: invasione batterica, disfunzione intestinale, alimentazione scorretta, stress ossidativo, interventi chirurgici, farmaci, ma anche fattori esterni come l’inquinamento e fattori emotivi. È fondamentale che l’infiammazione sia controbilanciata da un’adeguata risposta di risoluzione, che l’organismo deve farsi trovare pronto a innescare. La nostra alimentazione può alimentare l’infiammazione con livelli elevati di insulina, con lo stress ossidativo da eccesso calorico e alterando il microbiota.
L’importanza degli Omega 3
Un aspetto cruciale è l’equilibrio tra acidi grassi Omega 3 — che stimolano le resolvine, fondamentali per risolvere l’infiammazione — e Omega 6, che invece la inducono. Questo rapporto deve essere basso: ci dice se il corpo è in grado di innescare una risposta positiva. In assenza di altre patologie, per mantenere il benessere sono indicati circa 2,5 grammi al giorno di Omega 3. Un rapporto Omega 6/Omega 3 in equilibrio abbassa il livello delle citochine infiammatorie; se sbilanciato, lo alza.
Tra gli amminoacidi, la Glutammina (non essenziale) è un regolatore dei linfociti T di cui il sistema immunitario ha grande bisogno, soprattutto in stato infiammatorio. Anche l’Arginina è oggetto di ricerca, alla base della produzione di ossido nitrico. La risoluzione dell’infiammazione non è un evento passivo: dipende dai metaboliti degli Omega 3 e dai polifenoli, capaci di mimare l’azione antinfiammatoria della restrizione calorica e di attivare i mitocondri, che diminuiscono con l’invecchiamento.
Tra gli immunonutrienti non vanno dimenticate le vitamine del gruppo B, la vitamina C (legata alla sintesi del collagene) e la vitamina D, dall’azione immunomodulante in particolare a livello delle vie respiratorie. Non esiste una “bacchetta magica”, ma sappiamo che alcuni micronutrienti essenziali sono fondamentali per il corretto funzionamento del sistema immunitario e per il mantenimento della salute.
Contenuto a scopo divulgativo: non sostituisce il parere di un medico o di un professionista sanitario. Gli integratori alimentari non sostituiscono una dieta varia ed equilibrata e uno stile di vita sano.
Mauro Cirillo
Wellness Coach · Autore di «Dipende da noi»
Integra alimentazione, movimento e attitudine mentale — le “3 C”: chimica, fisica e psiche. La sua filosofia è alla base del metodo Probio 361°: “la nostra vita dipende per il 10% da ciò che ci accade e per il 90% da come reagiamo”.
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